Blog: http://scuolantimafia.ilcannocchiale.it

Spostata l’immondizia si scopre ben altro


di Tania Passa
Guardare cosa realmente c’è dietro Ponticelli mette i brividi, perché le infiltrazioni camorristiche tra gli sciacalli dei campi nomadi bruciati rendono la situazione un colabrodo. Sui giornali oggi non si parla d’altro che dei campi rom bruciati e delle retate che hanno portato alla cattura di numerosi delinquenti guarda caso extracomunitari. Il cono di luce mediatica è la più riuscita delle trappole, acceca talmente tanto con le notizie che il sistema mediatico italiano produce, da farci vivere in realtà nelle tenebre più profonde. Ed è lì nel fumo di quelle baracche bruciate sotto il cielo di quella stessa città, che si svela il più sofisticato progetto di antistato.

Napoli, Caserta rappresentano per tutti noi l’effige dell’immondizia, ma perché non proviamo a spostarla e capire cosa c’è dietro  il muro fatto di sacchi neri stracolmi e roghi. Cominciamo a camminare nelle vie del Casertano e ascoltiamo.

Nella mattina di ieri l’ennesimo imprenditore Domenico Noviello, di 65 anni, incensurato e titolare di una scuola guida e' stato ucciso a Castel Volturno, nel Casertano, ad opera di due killer armati di pistola, lui aveva denunciato la camorra.

Giorni  fa’ Pietro Russo, presidente dell'associazione antiracket di Santa Maria Capua Vetere,  è stato vittima di un grave atto vile ed intimidatorio da parte di esponenti della criminalita' organizzata, gli hanno bruciato la fabbrica.

Erano dell’altro ieri altre minacce a casal di principe, che hanno visto comparire  in città la scritta 'morte' e accanto il nome dello scrittore Roberto Saviano.

A Casal di Principe domenica prossima e' atteso il capo della polizia Manganelli per la festa del corpo della Polizia e non sarà un  caso che per la terza volta  sia comparsa su un muro una scritta contro l'autore di 'Gomorra', che attualmente è un anche un film in concorso al festival di Cannes.
 Una frase ingiuriosa, su un altro muro della citta' del Casertano, e' invece stata scritta con riferimento alla  bravissima giornalista de 'Il Mattino' Rosaria Capacchione, bersaglio - assieme a Saviano e al pm Cantone - delle minacce dei boss dei Casalesi lette in aula durante un'udienza del processo di appello 'Spartacus' il maxiprocesso alla camorra, il più ignorato dai massmedia  italiani.

Purtroppo  si è saputo attraverso i giornali che i Casalesi si sono prodigati a far trapelare un altro piano  per uccidere il giudice Raffaele Cantone.

Non ci vuol tanto a capire che ai Casalesi non va proprio giù la festa della polizia a Casal di Principe , e chissà se le sentenze del processo Spartacus non stiano veramente sfiancando la camorra, per non pensare al fatto che “Gomorra” potenzialmente potrebbe ottenere qualche premio al Festival di Cannes.

Insomma la realtà non è mai ciò che appare nei titoli dei giornali, ma è più impervia e purtroppo molto più pericolosa in quanto figlia di un progetto ambizioso: l’attacco dei Casalesi allo Stato

Sarebbe bello se  si scuotessero le coscienze e si potenziasse la scorta mediatica nei confronti di chi combatte con articoli, sentenze, denuncie, racconti la più vile delle delinquenze, quella che approfitta dell’immondizia e dei Rom ( la persecuzione mediatica del momento) cioè la Camorra.

t.passa@articolo21.com


“Facciamo nostro l'appello di Lorenzo Diana, costretto a vivere sotto scorta e da tanti anni impegnato in una lotta continua e tenace contro la Camorra e il Clan dei Casalesei. Mi sembra - afferma il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti - che siano davvero in tanti donne e uomini nelle diverse istituzioni a lottare contro la criminalità. Nei prossimi giorni Articolo 21 si recherà a Caserta per consegnare il Premio Articolo 21 per la libertà di informazione alla giornalista Rosaria Capacchione che rappresenta i tanti cronisti che operano in condizioni drammatiche in queste zone. Insieme a loro - prosegue Giulietti -  lanceremo un appello a tutti gli organi di informazione, in particolare i grandi media tv, affinchè la ripresa del processo contro i Casalesi sia sottoposta a scorta mediatica. Occorre - conclude Giulietti - una presenza metodica e continua per dare spazio e risalto a questo proceso e per far sentire alla camorra  e a tutti i livelli che coloro che la contrastano e si oppongono ad essa non sono isolati ma accerchiati da grande solidarietà e da scorta mediatica".

Pubblicato il 20/5/2008 alle 20.47 nella rubrica camorra.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web